2001 Attacco alla Nasa

La NASA è sempre stato uno degli obiettivi più ambiti da hacker e cracker. Se da un lato i tentativi di violazione sono innumerevoli, dall’altro si nota una maggior reattività da parte degli inquirenti nei confronti di chi ci riesce. J. Schwab, noto come “skalir” è attualmente indagato nel Nuovo Mexico per un abuso informatico commesso l’anno scorso, quand’era ancora minorenne, quando ha violato uno dei siti della NASA nella Silicon Valley, alterandone i contenuti ed inserendo un trojan. Per un’analoga operazione compiuta nel ’98 nei confronti dei server NASA del JPL (Jet Propulsion Lab.), R. Torricelli, alias “rolex”, è stato condannato a 4 mesi e al risarcimento danni (circa 4500 dollari). In questo caso il contenuto del sito era stato sostituito con materiale pornografico. Rolex è inoltre sospettato di aver violato circa 800 siti e di aver sottratto numeri di carte di credito e di averli utilizzati per acquisti illegali pari a oltre 10 mila dollari. J. James, in arte “c0mrade”, un quindicenne della Florida che ha sottratto dati da 13 siti NASA, è stato condannato un anno dopo a 6 mesi di reclusione. Pare che Il materiale sottratto avesse un valore complessivo di 1,7 milioni di dollari, e che il ripristino dei dati abbia comportato costi per 41 mila dollari. Negli stessi giorni di settembre durante i quali veniva pronunciata la condanna di c0mrade, un certo J. Diekman viene arrestato in California con l’accusa di essersi infiltrato in alcuni sistemi di proprietà della NASA e di alcune università quali Stanford, Harvard e Cornell.

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