I primi White Hat Hacker entrano in gioco – 1998

Max Butler, noto anche come MaxVision, si distingue per due siti che si occupano di penetration test e di un valido programma Arachnids che raccoglie le firme dei diversi tipi di attacco. A fianco di questa attività definita da “white hat hacker” (che è parzialmente anche il nome di uno dei suoi siti), nel corso di giugno 1998, dopo che si era diffusa la conoscenza di una exploit noto con il nome di BIND, era riuscito ad accedere a migliaia di siti, in particolare militari e governativi, ponendovi rimedio alla vulnerabilità, ma installando anche un backdoor che gli ha permesso di accedervi. Dichiaratosi e riconosciuto colpevole da tribunale californiano, è stato condannato a 18 mesi con la possibilità di libertà condizionata a partire da Aprile 2002 per buona condotta fino all’esaurirsi della pena, prevista per l’ottobre dello stesso anno.

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